Benvenuti in Acai

L'Associazione Cristiana Artigiani Italiani nasce nell'autunno del 1945, a pochi mesi dalla fine della guerra, con l'intento di offrire un contributo alla ricostruzione del Paese non soltanto dal punto di vista materiale, ma anche sul piano dei valori umani, social, politici...  - > Continua a leggere

XXIV CONGRESSO NAZIONALE ACAI

Nei giorni scorsi si è tenuto a Roma il Congresso Nazionale di ACAI Associazione Cristiana Artigiani Italiani. L'evento pur rientrando negli adempimenti formali della vita statutaria dell'associazione, ha rappresentato un momento alto di confronto culturale e sociale sui grandi temi dell'attualità.

Cultura d'impresa, legalità e solidarietà per lo sviluppo del paese – il ruolo di ACAI nell'Italia del disagio sociale, della crisi dei consumi e della pressione fiscale” questo il titolo del dibattito congressuale, che il Presidente prof. Dino Perrone ha declinato attraverso un'ampia e approfondita relazione di apertura.

In un momento di grave disordine morale, Acai ha voluto chiamare a confronto esponenti del mondo politico, accademico ed istituzionale per promuovere una nuova fase di impegno collettivo, nella salvaguardia dei valori cristiani.  Tra gli interventi più significativi possiamo citare il Vescovo Emerito Nunzio Galantino attuale segretario generale della Cei; Sua Eminanza Cardinale Angelo Comastri Arciprete della Basilica di San Pietro in Vaticano, Andrea Cuccello della segreteria generale della Cisl, Claudio Duricon sottosegretario del Ministero del Lavoro e Daniele Vaccarino Presidente Nazionale della Cna.

Nel corso dei lavori è intervenuto anche il nostro collega Sandro Mauri del quale riportiamo l'intervento integrale.

“Buon giorno, Esattamente 10 anni fa, il 15 settembre 2008 la società Lehman Brothers annunciò l'intenzione di avvalersi della procedura di fallimento, dichiarandod ebiti bancari per 613 miliardi di dollari, debiti obbligazionari per 155 miliardi e debiti per attività pari a 639 miliardi.

Stiamo parlando della più grande bancarotta nella storia degli Stati Uniti, che ha fatto sentire le sue ripercussioni in tutto il mondo. Quello fu l'inizio della più lunga crisi economica del nostro paese. Da allora le nostre imprese hanno conosciuto solo stenti e difficoltà: l'occupazione è crollata, la domanda interna si è arrestata, la produzione si è interrotta.

Fiumi di inchiostro sono stati versati per siglare una montagna di accordi sindacali alla volta di ottenere un numero astronomico di ore di cassa integrazione. Perchè, lo sappiamo bene a Milano, l'unico modo di intervenire a sostegno dei redditi fu la Cassa in deroga, cioè quello strumento messo a disposizione delle piccole imprese prive del diritto di Cassa ordinaria.

Tutto questo è costato tanto alle imprese, allo Stato e alle famiglie. Tutt'oggi non possiamo affermare di essere usciti dalla crisi, ancora gli ordini stentano, sbocchi commerciali sono difficili,gli investimenti sono al palo. Soprattutto in questa lunga crisi, per come è nata, per come è stata subita dal sistema imprenditoriale, per i segnali nuovi che si intravvedono nel panorama economico, ci sta dicendo che al centro dei processi di crescita non c'è la produzione, non c'è il lavoro, c'è la 

Durante l'intervento del Presidente della Cna Daniele Vaccarino, alla Presidenza da destra Luciano Cuccchetti, Paolo Nassano, Dino Perrone, Roberto Coppola, Andrea Rotondo

finanza, la circolazione del denaro, il movimento di capitali. 

Ho voluto ricordare la genesi della crisi per evidenziare la differenza rispetto ad altri grandi arresti del sistema economico: nel '29 i mercati non erano più in grado di assorbire l'eccesso di produzione, nel '73 la causa principe era la carenza della materia prima per eccellenza: il petrolio. Nel 2008, invece l'oggetto del disastro sono stati i mutui subprime e i titoli a basso rating.

Da allora siamo ossessionati. dallo spread, dal movimento dei fondi di investimento, dalla appetibilità dei titoli di stato.

Non solo, la risposta più accreditata per contrastare il declino sembra risiedere nei titoli tecnologici, nei monopoli informatici (Google, Facebook, Amazon), nella sharing economy. La dove, cioè, non c'è lavoro, non c'è manodopera, e la ricchezza è garantita a basso tasso di occupazione.

Le nostre imprese stentano, spesso chiudono, per il costo del lavoro, per una pressione fiscale esasperata, mentre i grandi monopoli informatici che drenano una valanga di denaro, sottraggono risorse e capitali allo sviluppo e alla crescita, e godono di condizioni fiscali privilegiate a tutti i livelli. È giunto il momento di dirlo con chiarezza: non ci può essere crescita o sviluppo se a beneficiarne non è l'intero sistema sociale, composto di uomini, famiglie e comunità.

Bene, se tutto questo è vero, io credo che Acai, come associazione Cristiana di artigiani, si debba porre il problema. Si debba assumere l'onere di affrontare i grandi temi che riguardano il futuro.

Sono temi, per altro, che ci accompagnano tutti i giorni anche nel nostro operare.Il Patronato, il Caf sono strutture attraverso le quali garantiamo lavoro e risorse a migliaia di famiglie. Un lavoro che risponde alla domanda sociale, utile per chi non è in grado di assolvere da solo agli adempimenti necessari per avvalersi dei diritti di cittadinanza. Per usare una parola che va di moda.  Questo Congresso deve essere il momento per rilanciare la nostra azione associativa, per fare in modo che i grandi temi come il lavoro, la produzione, l'occupazione tornino al centro del dibattito politico. Come Associazione Cristiana dobbiamo lavorare, dentro il sistema sociale, per perseguire il ben comune. A volte sfuggono i presupposti stessi per riconoscere il fine che accomuna tutti noi. Solo attraverso il confronto, il rispetto delle opinioni, la consapevolezza del disagio diffuso ci sarà possibile partecipare ad un reale processo di crescita”.

L'assise Nazionale di Roma, che ha chiamato a raccolta i delegati provenienti da tutto il territorio nazionale, è stato l'ultimo atto di un lungo percorso che ha visto l'intera struttura associativa impegnata nelle sedi comunali e provinciali per l'elezione dei delegati e dei nuovi organismi dirigenti.

Così è stato per il centro Provinciale di Monza e per il Centro Provinciale di Milano, che hanno portato alla elezione dei nuovi organismi e dei rispettivi Presidenti.

Pubblichiamo la composizione dei Consigli neo eletti, insieme alle cariche ricoperte.

Si è tenuta presso la sede Acaiservices di Seveso la serata tematica dedicata al nuovo Regolamento Europeo in materia di Privacy.

L'iniziativa, che ha incontrato interesse e apprezzamento da parte delle numerose imprese intervenute, è stata aperta da una breve introduzione del Presidente Acai Sandro Mauri che tra le altre cose ha ricordato: “questo incontro ha per tema uno degli adempimenti di cui si è più parlato negli ultimi mesi e che vede le imprese particolarmente esposte rispetto l'interpretazione di una norma complicata, incerta e per molti aspetti insidiosa. Qualche anno fa - ha proseguito Mauri - eravamo già passati attraverso un altro provvedimento particolarmente ostile, il famoso Codice In Materia di Protezione Dei Dati introdotto con il Decreto Legislativo 196 del 2003. In quel caso il legislatore aveva poi esonerato gran parte delle piccole imprese dagli adempimenti più fastidiosi, grazie soprattutto alle pressioni delle nostre associazioni di categoria come la nostra. Oggi ci troviamo di fronte ad un provvedimento ben più antipatico. In primo luogo perché proviene direttamente dalla Comunità Europea e dunque inevitabile, in secondo luogo perché porta con se, non solo obblighi formali ma, per la maggior parte delle imprese, adeguamenti strumentali. Il parto del resto non è stato semplice, sono stati necessari 4 anni di intenso dibattito politico per produrre questo Regolamento Europeo 679/2016, meglio conosciuto come GDPR.

Non basta più cioè la protezione dei dati, si parla oggi di minacce sui fili della rete e di difesa di dati personali. Tutelare i dati significa principalmente preservarli dagli attacchi esterni, i quali sono diventati una minaccia concreta a seguito del massiccio sviluppo tecnologico degli ultimi anni.

L'introduzione del Presidente Mauri è stata seguita dagli interventi del dott. Francesco Mastromatteo e dal dott. Luigi Serra.

Il tema dell'iniziativa dedicata ad analizzare il significato del GDPR per chiarire i compiti che il Regolamento attribuisce alle imprese in ragione del trattamento dei dati personali è stato affrontato in modo approfondito ed analitico dalla Professoressa Emanuela Garlaschelli che l'associazione e la società Acaiservices intendono ringraziare per la competenza espressa e la chiarezza espositiva.

L'associazione Acai è a disposizione degli associati per assistere le imprese nell'adeguamento al provvedimento.

INCONTRO STATI GENERALI PATRONATO ACAI-ENAS

 

Si sono svolti a Roma il gli stati generali del patronato Acai-Enas, primo incontro nazionale dopo la fusione per incorporazione che ha visto Acai assorbire la struttura DI Enas. L'incontro, a cui hanno partecipato gli operatori di tutta Italia, è stata l'occasione per allineare le diverse esperienze maturate in materia di patronato da parte delle associazioni Acai ed Enas. La prima di ispirazione datoriale e la seconda espressione del mondo del lavoro.

Il progetto Acai-Enas, ha spiegato il Presidente del patronato Paolo Nassano. Nasce dalla volontà di dar vita ad un nuovo soggetto sociale capace di rivolgersi al mondo del lavoro coniugando le diverse prerogative sociali.

La giornata è stata aperta dall'intervento di Luciano Cucchetti della Presidenza Nazionale Acai che tra le altre cose ha ricordato come “Acai sia schierata dalla parte di chi lavora. Senza imprese non ci sarebbe lavoro e non ci sarebbe sviluppo, per questa ragione si può dire con forza che Acai persegue il bene comune.

Perdere questa consapevolezza significa perdere la ragione del nostro lavoro. Tutto quello che noi facciamo deve andare a favore delle imprese, intese come sistema. Per le imprese abbiamo fondato l'associazione, per le imprese abbiamo costituito la società che garantisce l'erogazione dei servizi, per le imprese siamo diventati CAF, per le imprese abbiamo sviluppato il patronato in modo da essere vicino agli operatori, dall'inizio alla fine della loro attività.

Questo comporta degli obblighi. Non si può essere CAF solo per qualcuno e non si può essere patronato solo per soggetti selezionati.

Con serietà e competenza sia il CAF sia il patronato hanno assunto un significato rilevante, che abbiamo il dovere di difendere e avvalorare. Ma anche i risultati economici che derivano da queste attività devono andare a favorire la forza economica dell'associazione perché risulti sempre più utile al mondo del lavoro e agli operatori. La realtà dei patronati è figlia del sistema associativo.

Proprio per questo noi diciamo che occorre rimettere al centro della nostra azione l'associazione. Perché solo attraverso l'associazione è possibile creare le condizioni per garantire il lavoro di centinaia di operatori impegnati tutti i giorni a rispondere ad una domanda sociale enorme che altrimenti rimarrebbe inevasa.

Lo Stato senza gli istituti di patronato non sarebbe in grado di far fronte a tale domanda.

Nel corso del tempo la cosa pubblica ha man mano ridotto la propria forza strutturale ed è divenuta sempre di più dipendente della rete che i patronati hanno saputo creare diffusamente sul territorio.

Non si può tornare indietro. Questa è una certezza. Dunque, il vostro lavoro è una certezza. Compito dell'associazione è quello di difenderlo e valorizzarlo”.

Il presidente Nassano, scusandosi per essere stato costretto a scegliere, per indire l’incontro, un periodo infelice, visto l’impegno degli uffici in termini di assolvimento delle scadenze fiscali, ha tracciato i nuovi scenari che interesseranno il sistema dei patronati, caratterizzati da un progressivo calo delle risorse riconosciute dal Ministero e dalla riduzione delle pratiche statisticabili.

Nel corso dell’incontro è intervenuto anche il consulente ecclesiastico di Acai che ha inteso porre l’accento sul termine artigianato, per spiegare come la vita di ognuno sia caratterizzata da un impegno riconducibile alla dedizione propria dell’operatore artigiano.